Impianti
Impianto elettrico di casa: norme, schema e costi 2026

L'impianto elettrico è il sistema nervoso della casa: distribuisce l'energia in sicurezza a prese, luci ed elettrodomestici. Un impianto ben progettato e a norma è la base per vivere comodi e sicuri, oltre che per integrare domotica, pompe di calore e ricarica dell'auto elettrica. In questa guida vediamo com'è fatto un impianto elettrico civile, cosa prevede la norma CEI 64-8, i costi al punto luce e al metro quadro e quando conviene rifarlo.
Com'è fatto un impianto elettrico civile
Un impianto elettrico domestico parte dal contatore e dal quadro elettrico, dove si trovano l'interruttore generale e gli interruttori magnetotermici e differenziali (il cosiddetto "salvavita") che proteggono da sovraccarichi e dispersioni. Dal quadro partono i circuiti, che alimentano prese, illuminazione e utenze dedicate (forno, lavatrice, climatizzazione). Elementi fondamentali sono la messa a terra e i dispositivi di protezione, che rendono l'impianto sicuro.
- Quadro elettrico: cuore dell'impianto, con protezioni e suddivisione in circuiti.
- Circuiti separati: luci, prese e utenze ad alto assorbimento su linee dedicate.
- Messa a terra: indispensabile per la sicurezza delle persone.
- Salvavita (differenziale): interrompe la corrente in caso di dispersione.
- Punti presa e punti luce: distribuiti secondo l'uso degli ambienti.
La norma CEI 64-8 e i livelli di dotazione
Gli impianti elettrici in bassa tensione sono regolati dalla norma CEI 64-8. Per le abitazioni la norma prevede tre livelli di dotazione che fissano il numero minimo di punti presa, punti luce e circuiti in base alla superficie:
| Livello | Descrizione | Adatto a |
|---|---|---|
| Livello 1 — Base | Dotazione minima di punti e circuiti | Piccoli alloggi, esigenze essenziali |
| Livello 2 — Standard | Dotazione superiore, più circuiti e punti | La maggior parte delle abitazioni |
| Livello 3 — Domotico | Standard + funzioni di automazione | Case moderne con domotica |
Il livello 3 aggiunge le funzioni di automazione (domotica): controllo di luci, tapparelle, clima, antifurto e gestione dei consumi anche da smartphone. È il livello più adatto a chi costruisce o ristruttura oggi guardando al futuro.
Quanto costa l'impianto elettrico
Il costo si calcola di solito al punto luce (ogni presa, punto luce o comando) oppure al metro quadro. I valori dipendono dal livello di dotazione, dalla domotica e dalle opere murarie necessarie.
| Voce | Costo indicativo |
|---|---|
| Costo al punto luce | 60 - 120 € |
| Impianto livello base (appartamento) | 6.000 - 8.000 € |
| Impianto livello standard | 8.000 - 10.000 € |
| Impianto domotico (livello 3) | 10.000 - 15.000 €+ |
Occhio alle opere murarie
Su un impianto sotto traccia esistente, la voce che pesa di più è spesso quella delle opere murarie (tracce, ripristini, tinteggiatura). Vanno sempre incluse nel preventivo per evitare sorprese.
Quando rifare o adeguare l'impianto
È necessario intervenire quando l'impianto è vecchio, non a norma o sottodimensionato rispetto ai consumi attuali. Segnali tipici sono il salvavita che scatta spesso, la mancanza della messa a terra, prese insufficienti e un quadro obsoleto. Rifare l'impianto è quasi sempre parte di una ristrutturazione e va coordinato con gli altri lavori, perché richiede tracce nelle pareti. È inoltre l'occasione giusta per predisporre pompa di calore, fotovoltaico e punto di ricarica per l'auto elettrica.
Sicurezza e certificazione
L'impianto deve essere realizzato da un installatore abilitato, che al termine dei lavori rilascia la dichiarazione di conformità (DiCo): il documento che attesta l'esecuzione a regola d'arte secondo la norma. È indispensabile per la sicurezza, per l'allaccio della fornitura e per la compravendita dell'immobile. Non affidarsi a un professionista qualificato o rinunciare alla certificazione espone a gravi rischi e a possibili responsabilità. La sicurezza elettrica non è un optional: è la base su cui poggia tutta la casa.
Marco Ferri
Ingegnere edile · Efficienza energetica
Ingegnere edile specializzato in riqualificazione energetica e impianti a fonti rinnovabili. Segue per Gazzetta Edile i temi di fotovoltaico, pompe di calore e involucro.
Domande frequenti
Quanto costa rifare l'impianto elettrico di casa?
Rifare l'impianto elettrico di un appartamento costa in media 6.000-12.000 euro, in base a superficie, livello di dotazione e domotica. Al punto luce il costo si aggira sui 60-120 euro. La cifra comprende materiali, manodopera, opere murarie e certificazione.
Cos'è la norma CEI 64-8?
La CEI 64-8 è la norma tecnica che regola gli impianti elettrici in bassa tensione. Per gli edifici residenziali definisce tre livelli di dotazione — base (livello 1), standard (livello 2) e domotico (livello 3) — che stabiliscono il numero minimo di punti presa, punti luce e circuiti.
Quando è obbligatorio rifare l'impianto elettrico?
Va rifatto o adeguato quando è vecchio, non a norma o sottodimensionato, in caso di ristrutturazione importante o cambio di destinazione d'uso. Un impianto non a norma è pericoloso e può impedire l'allaccio o la vendita dell'immobile.
Serve un certificato a fine lavori?
Sì. Al termine dei lavori l'installatore abilitato deve rilasciare la dichiarazione di conformità (DiCo), che attesta la corretta esecuzione dell'impianto secondo la regola dell'arte. È un documento indispensabile per la sicurezza e per le pratiche.
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